mercoledì, agosto 26, 2009

PYNCHON. 08: Inherent vice

E' uscito il nuovo romanzo, un noir psichedelico ambientato al crepuscolo del sogno alternativo degli anni '70. Ed è già disponibile il rispettivo wiki.
Sulla Sunday Book Review del New York Times, Walter Kirn ha scritto una bella recensione dal titolo "Drugs to do, caseso to solve" (ovvero, così al volo, "Droghe da farsi, casi da risolvere"). Vale la pena leggersela, non è nemmeno tanto lunga, ma in poche frasi mi pare riesca a delineare bene, e con straordinaria chiarezza, il cuore pulsante del romanzo (che non ho ancora letto) e di gran parte della narrativa pynchoniana...
Un paio di passi che mi hanno particolarmente colpito:

If Doc [Sportello, l'investigatore hippy fumato protagonista del romanzo] sounds like a literary joke — the Private Eye with drooping lids who can’t trust the evidence of his own senses — then he must be a joke with a lesson to impart, since Pynchon isn’t the type to make us laugh unless he’s really out to make us think. Even in “V.” and “Gravity’s Rainbow,” the colossal novels of ideas that have inspired a thousand dissertations as unreadable as the books are said to be but actually aren’t, he grounds his intellectualism in humor and livens it up with allusions to pop culture while sacrificing none of its deep rigor. He’s our literature’s best metaphysical comedian. The weighty points his work makes about the universe — that it’s slowly winding down as the Big Bang becomes the Final Sigh — tend to relieve our despair, not deepen it, by letting us in on the cosmos’s greatest gags: for example, that the purpose of the Creation was to make itself perfectly unmanageable and purely unintelligible. No wonder so many of Pynchon’s characters revel in chemical dissipation. Entropy — if you can’t beat it, join it.

[...]

In Pynchon, the problem of distinguishing between coincidences and conspiracies, between the prosaic and the profound, is one of the defining tasks of consciousness. For some, like Doc, whose cerebral equipment is particularly unreliable, this perennial mental challenge can prove insuperable, but that may be why Pynchon chose him for the job. His confusion is all of ours exaggerated, his paranoia a version of normal pattern­making amped way up by his intake of hallucinogens. That doesn’t mean he’s blind, though, or delusional. Hyper-awareness makes sense at times, especially when, as in 1970 (the year in which the book is set), the times are changing more rapidly than usual and were radically out of joint to start with.

[e, conclude, ma il lettore che voglia tirar da solo le proprie conclusioni non proceda oltre...]

The grand conclusion of Doc’s nonlinear sleuthing, the revelation he stumbles on despite himself, is that he and his freedom-loving kinfolk (the private eye and the hippie, we finally see, are related as outcast seekers of the truth) have been boxed in by the squares, their natural foes, and will henceforth be monitored with their own consent, to assure their own ostensible safety. The oppressors’ specific methods and identities continue to mystify Doc to some degree (they include the Internet, it seems, which appears in the novel in a nascent version, as the plaything of a techno-hobbyist), but he divines their overarching goal: to close the frontiers of consciousness forever by rendering life in the shadows impossible and opening the soul itself to view, or at least criminalizing its excursions into deeply subjective, hidden realms. The age of the private eyes is over, that is, and with it the age of privacy itself. And what’s left? The sleepless, all-seeing, unblinking public eye.

Spero vivamente che i fratelli Cohen leggano questo libro...

sabato, agosto 22, 2009

PYNCHON. 07: Pynchon e i fumetti

Non Pynchon "a" fumetti, badate bene (per quanto per un po' mi era frullata in testa una certa idea...). In un recente articolo di Sean Rogers per i Walrus blogs, intitolato appunto "Pynchon and comics", la materia viene affrontata con adeguate sagacia e competenza. Saltano fuori diverse cose interessanti (tra cui un link a questo articolo di H. Brenton Stevens, sulla mitologia dei comics in Gravity's Rainbow) e salta fuori anche che - shame on me per non aver riconoscuto la citazione all'epoca (ma forse ancora non l'avevo letto...) - il barbuto stregone di Northampton aveva citato V. del caro Mr. P nel suo V for Vendetta.
Sempre nel medesimo articolo, a suffragio della Moore-Pynchon connection, si chiamava la testimonianza diretta di Eddie Campbell (disegnatore e collaboratore di Moore in From Hell), che nel suo How to be an artist ritrae un animato dibattito tra i due (che qui riproponiamo sperando nell'impunità... low quality, sorry, ma si legge abbastanza bene).

mercoledì, agosto 19, 2009

PYNCHON. 06: "Contro il giorno" - diario di lettura 2

























Altro passo dello stesso tenore "anarchico". Parla il reverendo bombarolo Moss Gatlin alla sua congrega di fedeli, riuniti nel retro di una bisca (pagg. 97-98, trad. di Massimo Bocchiola):

«Avete sentito la massima per cui non esiste una borghesia innocente. Uno di quegli anarchici francesi, alcuni l'attribuiscono a Emile Henry mentre andava alla ghigliottina, altri a Vaillant quando fu processato per la bomba alla Camera dei Deputati. Era la risposta alla domanda: come può un uomo mettere una bomba che costerà delle vite innocenti?»
«Miccia lunga?» propose qualcuno, solerte.
«Più facile col temporizzatore!»
«Pensateci...» quando i commenti furono più sommessi. «È come il Peccato Originale, però con eccezioni. Essere nati dentro di esso non rende automaticamente innocenti. Però quando arrivi a un punto della vita in cui capisci chi sta inculando chi - perdonami, Signore - chi lo pi­glia e chi no, allora sì che hai l'obbligo di scegliere quanto ce la fai a man­dare più. Se non dedichi ogni respiro di ogni giorno da sveglio o addor­mentato a distruggere quelli che trucidano gli innocenti con la stessa faci­lità con cui firmano un assegno, allora quanto ti senti di chiamarti innocente? È una cosa che va negoziata con il giorno, partendo da quei termini assoluti.»


Parliamo dell'America dell'esposizione mondiale di Chicago del 1893... no, lo dico per i gentiluomini di Echelon in ascolto, che poi magari quelli della nostra Digos iniziano a interessarsi delle mie letture e salta fuori pubblicamente che da bambino comperavo "Il giornalino" (per l'Agente Allen di Sclavi), e "Più" (per i giochini omaggio).

venerdì, agosto 14, 2009

TRIVIA. 02: Uomini che bruciano nel deserto.


Da quando, ormai qualche tempo fa, vidi un documentario che parlava della cosa su canal Jimmy, immancabilmente, di questi periodi il mio pensiero va all'uomo di legno che brucerà nel deserto a Black Rock, un altipiano del deserto del Nevada dove ogni anno, per otto giorni, sorge la città di Black Rock City, in un evento/esperienza radicale che si ripete ormai da più di trent'anni.
Chissà, forse qualcuno che conosco ci andrà e mi saprà raccontare...
Il documentario che aveva trasmesso canal Jimmy (sottotitolato in italiano) era "Beyond Black Rock". Su You Tube si può vedere integralmente (diviso in dodici parti, non sottotitolate). Potete iniziare la visione da qui:

Tre link:
- La pagina dedicata all'evento sulla Wikipedia inglese
- La pagina ufficiale dell'evento (sito ricchissimo di materiali di ogni genere e che contiene una cronologia di tutte le edizioni)
- Il breve saggio/narrazione di Molly Steenson "What is Burning Man" (sempre dal sito ufficiale)

The Man burns in xxx days!

giovedì, agosto 13, 2009

PYNCHON. 05: "Contro il giorno" - diario di lettura 1

Magari dopo un po' mi stufo, ma vale la pena tentare. Nel corso della mia lettura proverò a postare brani, link, riflessioni, facezie...

Ecco qua la prima citazione, da pag. 42 dell'edizione italiana Rizzoli (trad. di Massimo Bocchiola):

La conversazione si era spostata sull'eccesso di ricchezze. «Conosco uno, nel New Jersey» disse Scarsdale Vibe, «che colleziona ferrovie. Non soltanto i veicoli, sapete, ma anche le stazioni, le pensiline, gli scali, il per­sonale, tutto l'armamentario.»
«Un balocco dispendioso» si stupì il professore. «Davvero esistono persone simili?»
«Da queste parti bisogna farsi un'idea di cosa possono essere i soldi inutilizzati. Non si può spenderli tutti in donazioni alla chiesa preferita, o in ville e panfili e piste per le corse dei cani lastricate d'oro o quello che le viene in mente. Non è possibile. No: a un certo punto tutto questo finisce, bisogna lasciarselo alle spalle... eppure resta un'immensa montagna di ric­chezza non spesa che si accumula ogni giorno, sempre più alta e, per ca­rità, un uomo d'affari che cosa dovrebbe farne? Voi capite...»
«Perbacco, allora lo mandi da me» interloquì Ray Ipsow. «O magari da qualcun altro veramente bisognoso, perché certo di quelli c'è abbon­danza.»
«Non è così che va» disse Scarsdale Vibe.
«Così sentiamo sempre i plutocrati lamentarsi.»
«Nella convinzione, indubbiamente comprensibile, che aver semplice­mente bisogno di una somma non significhi meritarsela.»
«Se non che, in questi tempi il "bisogno" nasce direttamente dagli atti criminali dei ricchi, ergo "si merita" qualsiasi quantità di denaro varrà alla sua espiazione. Questo è comprensibile per lei?»
«Lei è un socialista, signore.»
«Come devono esserlo tutti quelli che la ricchezza non isoli dalle cure quotidiane, signore.»
Foley smise di tagliuzzare e guardò con un improvviso, piccato inte­resse.
«Ora, Ray...» lo ammonì il professore, «siamo qui per parlare di elet­tromagnetismo, non di politica.»
Vibe ridacchiò, suadente. «Il professore teme di mettermi in fuga con questi discorsi da estremista. Ma io non sono un'anima così sensibile: sono sotto la guida, come sempre, della Seconda ai Corinti.» Diede una cauta occhiata attorno al tavolo, stimando il grado di conoscenza delle Scritture.
«Sopportare gli stolti è inevitabile» disse Ray Ipsow, «ma non mi si chieda di esserne "contento".»


In questi tempi di plutocrati istituzionali (e da ritenere invece quantomeno passibili di un'istituzionalizzazione di ben altro genere...) il brano è emerso dalla pagina come scolpito a bassorilievo... Ray Ipsow mi è già simpatico... vederemo come si comporterà nelle mille e cento pagine rimanenti.

MY FAVOURITE THINGS. 02: Making of a samurai

Samurai Jack, visionaria e innovativa serie animata televisiva creata da Genndy Tartakowsky è una mia fissa da qualche anno ormai. In attesa del lungometraggio animato promesso dalla Federator Film che dovrebbe degnamente concluderne le vicende interrottesi bruscamente "in medias res" con la quarta serie, mi consolerò postando qui ogni tanto materiali piluccati dalla Rete...
Cominciamo col "Making of...", un breve documentario in inglese incluso nel cofanetto DVD della prima stagione (di quattro, nessuna mai uscita in Italia... tsk), e ora disponibile sull'irrinunciabile Tube:

venerdì, agosto 07, 2009

PARATESTI. 02: Routine mattutina di un assassino gentiluomo.

Una delle più belle sequenze introduttive mai realizzata per una serie.



La serie è ovviamente Dexter. Qui trovate una bella analisi dell'intera scena ad opera del critico Jim Emerson.

giovedì, agosto 06, 2009

PYNCHON. 04: Troppa grazia!

Mentre mi accingo a iniziare il monumentale "Contro il giorno" (già dopo appena poche pagine ho incontrato con sommo solluchero un cane che legge...), in rete pesco notizie sul nuovo e in imminente uscita "Inherent vice", un 'noir' psichedelico ambientato nella Los Angeles degli anni '60.
Più vicino a "Vineland" e decisamente meno corposo del solito (all'incirca 400 pagine, invece delle solite mille e passa...), pare che il romanzo sia già fatto girare in giro per venderne i diritti cinematografici (magari i Cohen de "Il grande Lebowski"?). Secondo me sarà uno spasso...
Qua sotto un paio di succosi materiali tratti da ThomasPynchon.com :

Un suggestivo filmato narrativo con voce del protagonista, l'investigatore privato Doc Sportello (cui, pare, presta le corde vocali lo stesso mr. P.), postato su You Tube dalla Penguin USA, editore del romanzo:



E il testo del primo paragrafo (per me, un puro godimento...)

She came along the alley and up the back steps the way she always used to. Doc hadn't seen her for over a year. Nobody had. Back then it was always sandals, bottom half a flower-print bikini, faded Country Joe & the Fish t-shirt. Tonight she was all in flatland gear, hair a lot shorter than he remembered, looking just like she swore she'd never look.

'That you, Shasta?'

'Thinks he's hallucinating.'

'Just the new package I guess.'

They stood in the street light through the kitchen window there'd never been much point in putting curtains over and listened to the thumping of the surf from down the hill. Some nights, when the wind was right, you could hear the surf all over town.

'Need your help, Doc.'

'You know I have an office now? just like a day job and everything?'

'I looked in the phone book, almost went over there. But then I thought, better for everybody if this looks like a secret rendevous.'

Okay, nothing romantic tonight. Bummer. But it still might be a payin gig. 'Somebody's keepin' a close eye?'

'Just spent an hour on surface streets trying to make it look good.'

'How about a beer?' He went to the fridge, pulled two cans out of the case he kept inside, handed one to Shasta.

'There's this guy', she was saying.

Son già tutto bagnato...

P.S: Piccola aggiunta... qui potete scaricare l'intero primo capitolo del nuovo romanzo, gentilmente offerto dalla Penguin e da Amazon.

giovedì, luglio 09, 2009

LOVE SONGS. 01: David Gray, "Please forgive me"

Nuova etichetta per animi romantici...

David Gray l'ho conosciuto ascoltando la colonna sonora di Scrubs e di Garden State.



Ed ecco il testo (magari prima o poi metto anche una traduzione...):

Please forgive me
If I act alittle strange
For I know not what I do.
Feels like lightning running through my veins
Everytime I look at you
Everytime I look at you

Help me out here
All my words are falling short
And theres so much I want to say
Want to tell you just how good it feels
When you look at me that way
When you look at me that way

Throw a stone and watch the ripples flow
Moving out across the bay
Like a stone I fall into your eyes
Deep into some mystery
Deep into that mystery

I got half a mind to scream out loud
I got half a mind to die
So I wont ever have to lose you girl
Wont ever have to say goodbye
I wont ever have to lie
Wont ever have to say goodbye

Yeah na na na na
Yeah na na na na

Please forgive me
If I act alittle strange
For I know not what I do
Its like my head is filled with lightning girl
Everytime I look at you
Everytime I look at you
Everytime I look at you
Everytime I look at you

mercoledì, aprile 01, 2009

MY FAVOURITE THINGS. 01: My favourite things

In un inno alla tautologia, decido di varare il nuovo corso del blog (anche su punzecchiatura e stimolo del gaberiano Garamond...) con un post che inaugura l'etichetta "my favourite things", elenco non ragionato di cose che mi piacciono e che costituiscono la mia personalissima lista di passioni/piaceri (più o meno confessabili) passati e presenti...



Il testo della canzone originale (musica di Richard Rodgers, parole di Oscar Hammerstein II) resa celebre da Julie Andrews nell'adattamento cinematografico di The sound of music, recita:

Raindrops on roses and whiskers on kittens;
Bright copper kettles and warm woolen mittens;
Brown paper packages tied up with strings;
These are a few of my favorite things.

Cream-colored ponies and crisp apple strudels;
Doorbells and sleigh bells and schnitzel with noodles;
Wild geese that fly with the moon on their wings;
These are a few of my favorite things.

Girls in white dresses with blue satin sashes;
Snowflakes that stay on my nose and eyelashes;
Silver-white winters that melt into springs;
These are a few of my favorite things.

When the dog bites,
When the bee stings,
When I'm feeling sad,
I simply remember my favorite things,
And then I don't feel so bad.

sabato, agosto 25, 2007

NARCISISMI. 01: L'elenco delle mie traduzioni

NARCISISMI. 01: L'elenco delle mie traduzioniQuello che segue è un elenco in ordine cronologico (inverso: dalla più recente alla più vecchia) delle traduzioni che ho fatto. Si tratta soprattutto di fumetti, ma non solo. Col tempo cercherò di creare un link che rimandi a una piccola scheda editoriale per i singoli titoli (e magari inserire alcuni materiali che qualcuno potrebbe trovare interessanti). Col tempo...

2010
- Jeff Smith, Bone a colori 7: I cerchi spettrali, “Cult comics”, Panini Comics, Modena, febbraio 2010 (traduzione).
- Alan Moore - Scott Clark, Spawn-WildC.A.T.S.: Il giorno del diavolo, “100% cult comics, Panini comics, Modena, gennaio 2010 (traduzione).
- Mark Shaw, Stregati da Audrey. La vita sul set di Sabrina, Panini comics, Modena, gennaio 2010 (traduzione, in collaborazione con Vania Vitali).
- Fred Van Lente - Denis Calero, Marvel Noir: X-Men, Panini comics, Modena, gennaio 2010 (traduzione).
- Rhianna Pratchett - Matthew Dow Smith, Mirror's Edge, “100% cult comics”, Panini comics, Modena, gennaio 2010 (traduzione).

2009
- David Hine - Carmine Di Giandomenico, Marvel Noir: Spider-man, Panini comics, Modena, dicembre 2009 (traduzione).
- Peter Milligan - Esad Ribic, Sub-Mariner: Abissi, “Marvel graphic novel”, Panini comics, Modena, novembre 2009, (traduzione).
- Chris Claremont - Milo Manara, Gli incredibili X-Men: Ragazze in fuga, “Marvel Italia”, Panini comics, Modena, novembre 2009, (traduzione, in colaborazione con P. Ronchetti).
- Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1969-1970, Panini Comics, Modena, novembre 2009 (traduzione).
- Simonson - Buran - Moore, World of Warcraft vol. 2: Il nemico rivelato, “100% cult comics best”, Panini comics, Modena, novembre 2009 (traduzione).
- Robert Kirkman - Charlie Adlard, The Walking Dead vol. 6: Questa vita dolorosa, “saldacomics”, saldaPress, Reggio Emilia, ottobre 2009 (traduzione).
- Takashi Okazaki, Afro Samurai: vol. 2, “Planet manga”, Panini Comics, Modena, settembre 2009 (traduzione).
- Jeff Smith, Bone a colori 6: La Caverna del Vecchio, “Cult comics”, Panini Comics, Modena, settembre 2009 (traduzione).
- Cinematic art of the World of Warcraft: Wrath of the Lich King, Panini comics, Modena, agosto 2009 (traduzione).
- Simonson - Buran - Moore, World of Warcraft vol. 1: Straniero in terra straniera, “100% cult comics best”, Panini comics, Modena, agosto 2009 (traduzione).
- Charles & Daniel Knauf - Daniel Acuna, Eterni vol. 1: Uccidere un Dio, “100% Marvel”, Panini comics, Modena, giugno 2009 (traduzione).
- Robert Kirkman - Charlie Adlard, The Walking Dead vol. 5: La miglior difesa, “saldacomics”, saldaPress, Reggio Emilia, maggio 2009 (traduzione).
- Nilson - Lullabi - Washington, World of Warcraft: Ashbringer, “100% cult comics”, Panini comics, Modena, maggio 2009 (traduzione).
- Takashi Okazaki, Afro Samurai: vol. 1, “Planet manga”, Panini comics, Modena, aprile 2009 (traduzione).
- Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1967-1968, Panini Comics, Modena, aprile 2009 (traduzione).

2008
- Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1965-1966, Panini Comics, Modena, novembre 2008 (traduzione).
- AA.VV., Twisted Toyfare Theatre n. 2, “saldacomics”, saldaPress, Reggio Emilia, ottobre 2008 (traduzione e note).
- Robert Kirkman - Charlie Adlard, The Walking Dead vol. 4: La forza del desiderio, “saldacomics”, saldaPress, Reggio Emilia, agosto 2008(traduzione).
- Frank Cho, Liberty Meadows vol. 4: Cuore di ghiaccio, saldaPress, Reggio Emilia, giugno 2008 (traduzione e note).
-
Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1963-1964 (Panini Comics, Modena, aprile 2008).
-
Jeff Smith, Bone a colori 5: Rock Jaw, signore dei confini orientali ("Cult comics", Panini Comics, Modena, marzo 2008).

2007
-
Robert Kirkman /Charlie Adlard, The Walking Dead vol. 3: Al sicuro dietro le sbarre ("saldacomics", saldaPress, Reggio Emilia, dicembre 2007).
- Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1961-1962 (Panini Comics, Modena, novembre 2007).
-
Jeff Smith, Bone a colori 4: L'ammazzadraghi ("Cult comics", Panini Comics, Modena, novembre 2007).
-
Jack Kirby, Gli Eterni ("Mavel graphic novel", Panini Comics, novembre 2007).
- Scott Kurtz,
Player vs. player vol. 1: Alla grande! ("saldabook", saldaPress, Reggio Emilia, ottobre 2007).
-
Neil Gaiman / John Romita Jr., Gli Eterni. Fra Genesi e Apocalisse ("100% Marvel, Panini Comics, Modena, settembre 2007).
-
Jeff Smith, Bone a colori 3: Gli occhi della tempesta ("Cult comics", Panini Comics, Modena, luglio 2007).
-
Collins / Rodriguez / Wood, CSI: Demon House - La casa degli orrori ("Culti comics", Panini Comics, Modena, luglio 2007).
-
AA.VV., Twisted Toyfare Theatre n. 1 ("saldacomics", saldaPress, Reggio Emilia, aprile 2007).
-
Jeff Smith, Bone a colori 2: La Grande Corsa delle Mucche ("Cult comics", Panini Comics, Modena, aprile 2007).
-
Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1959-1960 (Panini Comics, Modena, aprile 2007).
-
Collins / Woodward / Perkins, CSI New York: Bloody murder ("Cult comics", Panini Comics, Modena, marzo 2007).
-
Frank Cho, Liberty Meadows 3: Siete pronti per l'estate dell'amore? ("saldabook", saldaPress, Reggio Emilia febbraio 2007; traduzione e note).
-
Glen Duncan, Morte di un uomo qualunque ("Le strade", Fazi, gennaio 2007).

2006
-
Jeff Smith, Bone a colori 1: In fuga da Boneville ("Cult comics", Panini Comics, novembre 2006).
-
Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1957-1958 (Panini Comics, Modena, ottobre 2006).
-
Robert Kirkman /Charlie Adlard, The Walking Dead vol. 2: Il lungo cammino (saldaPress, Reggio Emilia, ottobre 2006).
-
Grant /Rodriguez / Perkins, C.S.I.: Identità segreta ("Cult comics", Panini Comics, Modena, ottobre 2006).
-
G. Ennis / C. Crain, Ghost Rider: La strada per la dannazione ("Dark Side - Il lato oscuro del fumetto", Gazzetta dello Sport-Panini Comics, ottobre 2006).
-
J.D. Morvan / P. Buchet, Wolverine: Saudade (Panini Comics, Modena, settembre 2006; in collaborazione con Vania Vitali).
-
Arcudi / Corben // Schultz / Wheatley, Aliens ("Dark Side - Il lato oscuro del fumetto", Gazzetta dello Sport-Panini Comics, settembre 2006).
-
C. Hinz / S. Pugh, Blade: Oltre la notte ("Dark Side - Il lato oscuro del fumetto", Gazzetta dello Sport-Panini Comics, settembre 2006).
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J. Vance / D. Burr, Re in incognito (saldaPress, Reggio Emilia, ottobre 2006; traduzione dell'introduzione di Alan Moore e supervisione della traduzione, in collaborazione con Vania Vitali).
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B. Azzarello / E. Risso, Batman: Città oscura ("Dark Side - Il lato oscuro del fumetto", Gazzetta dello Sport-Panini Comics, luglio 2006).
-
Aaron McGruder, I Boondocks: Nemico Pubblico n. 2 (Arcana, Roma, luglio 2006; traduzione e note).
-
Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1955-1956 (Panini Comics, Modena, maggio 2006).
-
Frank Cho, Shanna (Panini Comics, Modena, giugno 2006).
-
Quesada / Middleton / Teranishi, Nyx (Panini Comics, Modena, aprile 2006).
-
Enciclopedia delle Strisce (supplemento al quotidiano La Repubblica; in collaborazione con altri traduttori).
-
AA. VV. , Matrimoni Marvel ("100% Marvel best, Panini Comics, Modena, gennaio 2006; traduzione di alcune delle storie antologizzate).

2005
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Zep, Titeuf ("100% cult comics, Panini Comics, Modena, dicembre 2005).
-
Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1953-1954 (Panini Comics, Modena, novembre 2005).
-
Jeff Smith, Bone n. 3: La Corona di Corni ("100% cult comics", Panini Comics, novembre 2005).
-
Robert Crumb, Fritz il gatto, Mr. Natural e altre storie ("I classici del fumetto - serie oro", La Repubblica-Panini Comics, ottobre 2005).
-
Zep, Titeuf ("I classici del fumetto - serie oro", La Repubblica-Panini Comics, ottobre 2005; in collaborazione con Luca Basenghi, Andrea Rivi e Vania Vitali).
-
Repubblica XL (supplemento mensile al quotidiano La Repubblica): traduzioni dall'inglese e dal francese delle pagine a fumetti di Robert Crumb, Daniel Clowes, Joe Sacco, Mahler (in collaborazione con Vania Vitali.
-
G. B. Trudeau, Doonesbury ("I classici del fumetto - serie oro", La Repubblica-Panini Comics, giugno 2005; in collaborazione con Enzo Baldoni).
-
Charles M. Schulz, The Complete Peanuts: 1950-1952 (Panini Comics, Modena, aprile 2005).
-
Robert Kirkman /Tony Moore, The Walking Dead vol. 1: Giorni perduti (saldaPress, Reggio Emilia).
-
Robert Rodi / Esad Ribic, Loki (Panini Comics, Modena, febbraio 2005).

2004
-
Charles M. Schulz, Peanuts ("I classici del fumetto - serie oro", La Repubblica-Panini Comics, novembre 2004; in collaborazione con Sara Mattioli e Francesco Meo).
-
Frank Cho, Liberty Meadows 2: Tana dolce tana ("saldabook", saldaPress, Reggio Emilia, novembre 2004; traduzione e note).
-
Patrick McDonnell, Mutts (Panini Comics, Modena, settembre 2004).
-
Jerry Scott / Jim Borgman, Zits (Panini Comics, Modena, luglio 2004).
-
Oeming /Gunther / Shannon, Bastard Samurai: samurai noir (saldaPress, Reggio Emilia, aprile 2004).

2003
-
Frank Cho, Liberty Meadows 1: Eden ("saldabook", saldaPress, Reggio Emilia, novembre 2003; traduzione, introduzione e note).
-
Ezio Raimondi, La retorica d'oggi (Il Mulino, Bologna, 2002; trascrizione, redazione e cura editoriale).
-
Flann O'Brien, "Buchhandlung" (in L'Informazione Bibliografica n. 2, il Mulino, Bologna, aprile-giugno 2001).
-
Michel Maffesoli, Del nomadismo. Per una sociologia dell'erranza (Franco Angeli, Milano, 2000, traduzione dal francese in collaborazione con Romina Vitali).

lunedì, luglio 09, 2007

LIBRI CULTO. 01: White Apples / Mele Bianche


Mele bianche di Jonathan Carroll (pubblicato in Italia da Fazi) è stata una scoperta casuale. Ci sono arrivato da un altro romanzo dello stesso autore (Mare di legno, Lain/Fazi) su consiglio della traduttrice di entrambi (la bravissima Lucia Olivieri): "Se non l'hai già letto, leggi Mele Bianche". Così ho fatto. Dopo di me (o forse prima... anzi, senz'altro prima) l'ha letto mia moglie. Poi l'ho consigliato a un amico, che a sua volta l'ha consigliato ad altri amici e così via... come spesso succede con certi libri fulminanti che irrompono in una rete di lettori e iniziano a circolare e a propagarsi come una malattia, ma solo fintanto che incontrano un immaginario (almeno parzialmente) comune per gusti e sensibilità.

Difficile anche solo accennare alla trama senza rovinare almeno in parte la sorpresa della scrittura carrolliana e la sua capacità di trascinarci con incredibile facilità e immensa forza di fascinazione dal piano del reale a quello del suo mondo fantastico. In questi casi, quando è possibile, preferisco sempre lasciar parlare l'autore:


[...] I have always wanted to write a love story. Years ago I began one about three men, great friends, who fall for the same woman. I wrote one hundred pages and then realized it didn’t work. So I waited twenty years to get up enough courage to try again. Plain and simple, WHITE APPLES is a love story. If it works, it is a deep bow to women and the magic they are so capable of performing. It is about Orpheus and Eurydice, it is about what happens after death, it is about God. Perhaps most importantly it tells us the secret of zoos and what is really going on at that corner barbershop that stays open late most nights.

Jonathan Carrol - On writing White Apples

[...] Ho sempre desiderato scrivere una storia d'amore. Anni fa avevo iniziato a scriverne una su tre uomini, tre grandi amici, che s'innamorano della stessa donna. Ne scrissi un centinaio di pagine prima di rendermi conto che non funzionava. Così ho aspettato vent'anni per trovare il coraggio di provare di nuovo. Senza girarci tanto intorno, MELE BIANCHE è una storia d'amore. Se funziona, vuol essere un profondo inchino alle donne e alla magia che sono in grado di compiere. Parla di Orfeo e Euridice, parla di cosa succede dopo la morte, parla di Dio. E, cosa forse più importante, ci rivela i segreti degli zoo e ciò che accade davvero nella barbieria all'angolo che così spesso resta aperta fino a notte inoltrata.

Jonathan Carrol - A proposito di Mele Bianche


Leggete e fatemi sapere...

venerdì, luglio 06, 2007

PARATESTI. 01: Date a J. Caliri quel che è di J. Caliri (e dei suoi)

Per chi non la conoscesse, quella di Una serie di sfortunati eventi è, appunto, una deliziosa serie di 13 brevi romanzi per ragazzi (young adults mi dicono sia più corretto...) pubblicata in Italia da Salani, scritti dietro lo pseudonimo di Lemony Snicket dal giovane autore americano David Handler. Contrariamente a quanto vorrebbe il titolo, la saga cupamente divertente o tragicamente ilare degli orfani Baudelaire ha avuto un grandissimo successo, tanto che nel 2004 Brad Siberling ne ha ricavato un film niente male, con uno splendido Jim Carrey nelle (molteplici) vesti del perfido Conte Olaf.
Ma la vera sorpresa del film (nonché vero motivo di questo post...) è la "cornice animata" (d'apertura e chiusura) diretta da Jamie Caliri e realizzata dalla AXIOM DESIGN & MWP / CALIRI PRODUCTIONS, per cui Caliri e i suoi collaboratori (in particolare Todd Hemker e Benjamin Goldman) non sono stati nemmeno nominati nei "propri" titoli di coda. Il "Boston Globe" ne ha parlato come del "più puro esempio di eleganza visiva del 2004" e di certo il cortometraggio che chiude il film mentre scorrono i titoli di coda, ripercorrendo l'intera vicenda appena narrata è un gran bel pezzo di animazione, notevolmente più vicino alle atmosfere dei libri (e alla grafica originale) di quanto sia il film (che pure, come ho già detto, è decisamente divertente).

Per chi volesse approfondire, ecco qua un po' di link:
- Il sito ufficiale del nostro Caliri (in particolare la rassegna stampa sui titoli di Lemony Snicket)
- Il sito di Todd Hemker (lead animator / layout artist) dove è possibile visionare (in cinque spezzoni formato quicktime di cui riporto l'indirizzo qui di seguito) l'intera sequenza conclusiva.
- I parte
- II parte
- III parte
- IV parte
- V parte

giovedì, giugno 21, 2007


PYNCHON. 03 - Non c'ero andato poi troppo lontano... - Quando ancora Against the day doveva uscire mi ero inventato una copertina (sulla falsariga di quelle storiche Einaudi per i romanzi di Salinger). Il romanzo è poi uscito (aspetto l'edizione in paperback per l'ordine Amazon...) e ho scoperto che la copertina non è poi così diversa. Son cose che dan soddisfazione ;-D!

giovedì, giugno 07, 2007

"He's alive!"
Riemergo infine dalle brume di una congenita inettitudine alla continuità.
Chissà per quanto tempo...

lunedì, agosto 21, 2006













PYNCHON. 02: Epifanie pynchoniane sui Simpson - Stimolato dalla notizia dell'uscita del nuovo romanzo a novembre, sono tornato a drizzare le antenne riprendendo a frequentare i vari siti di pynchonalia che ho tra i miei segnalibri. Tempo fa avevo captato la notizia di una "comparsata" del Nostro tra i fotogrammi itterici della madre di tutte le serie dissacranti, The Simpsons, del genio Matt Groening. Quello che non sospettavo era che si trattasse di una vera e propria epifania pynchoniana, anzi, due!
La prima apparizione avviene nell'episodio Diatribe of a Mad Housewife (stagione 15, ep. FABF05, secondo Wikipedia). Cito - e traduco, adattando - da un articolo di Erik Ketzan su The Modern Word (Literary Titan Thomas Pynchon Breaks 40-Years Silence - on the Simpsons!):


[...] Marge finisce il suo romanzo e trova un editore che subito si dà da fare per ceercare un famoso scrittore che lo recensisca positivamente. Fa il suo ingresso Thomas Pynchon, sottoforma di personaggio disegnato [a la Simpson]. Indossando una busta di carta sulla testa (Pynchon può anche aver rotto il suo silenzio, ma dobbiamo continuare a cercare di indovinare il suo aspetto invecchiando mentalmente la sua vecchia foto del liceo di cinquant'anni), è in piedi accanto a un'insegna lampeggiante con su scritto "Casa di Thomas Pynchon", indicante... quella che deve essere la sua casa, presumibilmente. Al telefono con l'editore di Marge dice"Eccoti la tua citazione. Thomas Pynchon ha amato questo libro. Quasi quanto ama gli obbiettivi fotografici," un riferimento sottilemente sarcastico al fatto che il libro di Marge, beh, fa schifo. Riattacca la cornetta, s'infila un cartello da uomo sandwich con su scritto "Thomas Pynchon" (con una grossa freccia rossa puntata versola sua testa), e grida alle macchine che passano, "Ehi, quaggiù! Fatevi una foto con uno scrittore eremita! Solo per oggi ci aggiungiamo anche un autografo gratis. Aspetta un attimo. C'è dell'altro!" [...] Tanto per cominciare, almeno ora sappiamo come Pynchon pronuncia il proprio nome, "Pinch-AWN" invece di "PINCH-un" (come ho fatto io per anni). Inoltre si capisce che si sta godendo le proprie battute, recitandole con dilettantesca ma onesta vena drammaturgica. Unendo tutto ciò alla pronunciata cadenza di Long Island, ne viene fuori il ritratto di un gentile vecchietto "sempre pazzo dopo tutti questi anni", per metterla come Salman Rushdie nella sua recensione di Vineland. Una voce che si accorda con la voce narrante, più morbida e gentile, di Mason & Dixon, il suo ultimo romanzo.


Potete ascoltare QUI l'intera sequenza (io l'ho già scaricata! Un ENORME grazie ad Hyperarts e a Kiri Nichol).

La seconda comparsata pynchoniana avviene nell'episodio All's Fair in Oven War (stag 16, ep. FABF20, sempre secondo Wikipedia). Questa volta (si tratta di un contesto culinario), le battute di Pynchon consistono unicamente in giochi di parole sui titoli dei suoi romanzi: "These wings are 'V'-licious! I'll put this recipe in 'The Gravity's Rainbow Cookbook', right next to 'The Frying of Latke 49'."














Integrazione: Neikos - grazie mille! Sei sempre il benvenuto ;-P - ha commentato: "entrambe le puntate sono già state trasmesse in Italia, la prima "Diatribe of a Mad Housewife" col titolo "Incertezze di una casalinga arrabbiata" la seconda "All's Fair in Oven War" con il titolo "Tutto è lecito in guerra e in cucina". "

Se ancora non vi basta e volete sapere di più sugli avvistamenti mediatici del nostro misterioso leprecauno letterario, provate a fare un salto qui:
- Pynchon References on TV
- The History of Thomas Pynchon on TV

mercoledì, agosto 16, 2006

TRIVIA. 01: PANDA ATTACK! - Prima o poi quella maglietta me la compro! La maglietta in questione è quella con il logo PANDA ATTACK! ed è possibile acquistarla sul sito di Thinkgeek, nella sottosezione del sito dedicata a PVP. Player vs. Player è una striscia umoristica creata da Scott Kurtz, nata come web comic (quest'anno ha ricevuto l'Eisner Award come "miglior fumetto digitale"). Negli Stati Uniti la casa editrice Image ha iniziato da qualche anno ha pubblicare alcune raccolte (in albi spillati da 32 pagine poi raccolti in volumi formato striscia di sei albi ciascuno). Questo autunno uscirà per saldaPress il primo volumetto in traduzione italiana (curata con somma gioia dal sottoscritto). Per farla breve, PVP racconta le vicende, umane e fantastiche, della redazione di una rivista di videogiochi ed è una delle espressioni più perfette (e consapevolmente autoironiche) di quella geek culture che, ormai da qualche anno, sta prepotentemente colonizzando l'immaginario (gli "sfigati" del liceo sono spesso diventati i "creativi" più pagati, come faceva notare uno degli autori di South Park intervistato da Michael Moore per "Bowling a Columbine"). Ma sto divagando. Tornando al titolo, una delle gag ricorrenti che amo di più - per la sua irresistibile assurdità - è quella in cui Brent Sienna (grafico cinico e saccente, caffeinomane e fanatico della Apple) viene aggredito da un panda ogni volta che, anche senza motivo, qualcuno tira in ballo questo animale (uno splendido modo per riempire i buchi di creatività... un po' come quando Frank Cho dà sfoggio di tutta la sua eccellenza grafica e s'inventa quelle strisce a vignetta unica con le pin-up di Brandy). Il primo "attacco panda" pare si sia verificato quando Brent - spedito a cercare Skull il troll, fuggito per colpa sua - ritorna con un panda. Qui sotto potete vedere la striscia in questione nella versione originale (e non quella poi finita nella versione a stampa). Scott, please! Don't sue my ass!!).



Aggiunta dell'ultimo minuto! Proprio ieri Scott ha reso operativa la nuova versione del suo sito (ancora in open beta): una delle cose più fantastiche è che ora è possibile curiosare tra le strisce in archivio non solo tramite data, ma anche per "argomento" grazie a una serie di tag (e si possono anche aggiungere tag personali alle strisce consultate). Caro ragazzo!

martedì, agosto 15, 2006

TRADUZIONE. 03: Falsi amici 02: Mr. Lowell e i marziani - Sulle pagine culturali del Messaggero di oggi (martedì, 15 agosto 2006) c'è un bellissimo articolo di Romeo Bassoli intitolato "Un secolo d'invasioni marziane - Miti cosmici/Cento anni fa il ricco astronomo americano Percival Lowell, suggestionato da Schiapparelli e da una traduzione inesatta, pubblicò un libro sostenendo la presenza di vita sul 'pianeta rosso. Era l'inizio della saga degli 'omini verdi'. Fantastica e inesauribile"
L'articolo, lungo ed esauriente, ripercorre le vicende che hanno portato alla nascita dell'idea che il nostro vicino di orbita fosse abitato. Per comodità di voi bradipi, riporto qui sotto il brano che ha più colpito il mio interesse:
"Percival lavora un po' nell'azienda del padre, poi prende a viaggiare in Asia e finisce in Giappone dove, intanto che c'è, collabora alla stesura della nuova costituzione voluta dall'imperatore Meiji, il grande riformatore che aprirà il suo Paese alla cultura occidentale. Ma il destino di Percival si sta compiendo da un'altra parte del mondo, a Milano. Qui l'astronomo Giovanni Virgilio Schiapparelli aveva iniziato a osservare Marte quasi per caso: doveva controllare che il nuovo telescopio dell'Osservatorio di Brera funzionasse bene. E funzionava senza dubbio, perché Schiapparelli riesce ad osservare delle strutture che a lui paiono canali. Ne scrive, ne parla all'Accademia dei Lincei e diventa famoso.
Qui il caso ci mette lo zampino: Schiapparelli, scienziato coscienzioso, aveva scritto 'canali' senza dire se si trattasse, secondo lui, di qualcosa di naturale o di artificiale. Ma nella traduzione inglese venne scelta la parola 'canals' che indica solo qualcosa di artificiale al posto del termine, più indeterminato, di 'channels'. Tra gli eruditi inizia a correre un brivido: Marte è abitato? L'atronomo francese Flammarion nel 1892 sostiene di sì: i marziani ci sono, dice, e siccome la gravità del pianeta è più bassa, sono in grado di volare e probabilmente hanno una civiltà superiore alla nostra.
Poteva un 25enne bostoniano con un ego inevitabilmente ipertrofico non prendere al volo l'occasione? E difatti Percival Lowell, di ritorno dall'Asia, l'occasione non la perde. Chiede subito ad Harvard di costruire un osservatorio: Marte nel 1894 sarebbe stato in opposizione alla Terra, quindi perfettamente osservabile. Non c'era un minuto da perdere.
Harvard risponde picche. Ma, in fondo, che problema c'è? "E io me lo faccio da solo", risponde Percival. Cioè con i soldi di famiglia. Ed ecco che su una mesa dell'Arizona, a Flagstaff, nasce un osservatorio che porta il suo nome e ancora oggi va alla grande sia dal punto di vista scientifico che mediatico [...].






















Percival osserva e vede quello che vuole vedere. Canali a decine. Ne conta 184, il doppio di quelli che Schiapparelli dice di aver visto. Nel 1896 pubblica il suo primo libro e inizia a nascere il mito. Per dieci anni Percival lo arricchisce di nuovi dettagli e nel 1906 pubblica 'Marte e i suoi canali'
". [link miei]
L'articolo continua raccontando il fascino suscitato presso il grande pubblico e lo scetticismo degli ambienti scientifici, che rifiutano l'idea. Ma il "danno" era fatto. E così da un "errore" di traduzione è nato un tesoro dell'immaginario...

lunedì, agosto 14, 2006

LEGGENDE. 01: "Happy birthday, mr. Larson!" - Answers.com (il sito che utilizzo più spesso per le mie traduzioni, insieme a Wikipedia e a Urban Dictionary) mi fa sapere che oggi è il compleanno di Gary Larson, papà di "Far Side", una striscia leggendaria per tutti noi, amanti del grottesco e frequentatori del nonsense. "BUON COMPLEANNO, GENIO!" ("HAPPY BIRTHDAY, GENIUS!", in caso qualche anglofono capitasse qui per caso). La raccolta "The Complete Fars Side 1980-1994" (riprodotta nell'immagine postata) è uno delle mie costanti tentazioni ogni volta che mi reco su Amazon o Barnes & Noble.

sabato, agosto 12, 2006

PYNCHON. 01: "Against the day" - Quest'anno Babbo Natale arriva prima. Grazie al mio amico Diflot che l'ha segnalata su Faherenheit 451 (la stanza libri del forum Vicious Cabaret), ho scoperto che è stata annunciata l'uscita del nuovo romanzo di Thomas Pynchon (scrittore che amo alla follia e che vi propinerò costantemente sulle pagine di questo blog... rassegnatevi). Su Amazon - che lo dà disponibile dal 5 dicembre, mentre Barnes and Noble anticipa misteriosamente al 21 novembre - c'è una sinossi del romanzo a firma dello stesso P. La riporto qui sotto, fornendo anche una veloce traduzione italiana di mio umile pugno.

"Spanning the period between the Chicago World's Fair of 1893 and the years just after World War I, this novel moves from the labor troubles in Colorado to turn-of-the-century New York, to London and Gottingen, Venice and Vienna, the Balkans, Central Asia, Siberia at the time of the mysterious Tunguska Event, Mexico during the Revolution, postwar Paris, silent-era Hollywood, and one or two places not strictly speaking on the map at all.

With a worldwide disaster looming just a few years ahead, it is a time of unrestrained corporate greed, false religiosity, moronic fecklessness, and evil intent in high places. No reference to the present day is intended or should be inferred.

The sizable cast of characters includes anarchists, balloonists, gamblers, corporate tycoons, drug enthusiasts, innocents and decadents, mathematicians, mad scientists, shamans, psychics, and stage magicians, spies, detectives, adventuresses, and hired guns. There are cameo appearances by Nikola Tesla, Bela Lugosi, and Groucho Marx.

As an era of certainty comes crashing down around their ears and an unpredictable future commences, these folks are mostly just trying to pursue their lives. Sometimes they manage to catch up; sometimes it's their lives that pursue them.

Meanwhile, the author is up to his usual business. Characters stop what they're doing to sing what are for the most part stupid songs. Strange sexual practices take place. Obscure languages are spoken, not always idiomatically. Contrary-to-the-fact occurrences occur. If it is not the world, it is what the world might be with a minor adjustment or two. According to some, this is one of the main purposes of fiction.

Let the reader decide, let the reader beware. Good luck.

--Thomas Pynchon "

La mia traduzione non autorizzata (e che Dio mi perdoni):

"Spaziando nel periodo compreso tra l’Esposizione Mondiale di Chicago del 1893 e gli anni immediatamente successivi alla I Guerra Mondiale, questo romanzo va dagli scontri sindacali in Colorado alla New York a cavallo dei due secoli, e poi a Londra e Gottinga, Venezia e Vienna, i Balcani, l’Asia Centrale, la Siberia all’epoca del misterioso Episodio di Tunguska, al Messico della Rivoluzione, alla Parigi del dopoguerra, alla Hollywood dell’epoca del muto, passando per un paio di luoghi che - in senso stretto - non compaiono su alcuna mappa.

Con un disastro di proporzioni mondiali che balugina tremolante a qualche anno di distanza, questa è un’epoca di avidità senza freni, falsa religiosità, inebetita incompetenza e propositi malvagi nelle alte sfere. Nessun riferimento alla realtà odierna è voluto né deve essere inferito.

Il notevole cast di personaggi comprende anarchici, piloti di mongolfiere, magnati dell’industria, entusiasti della droga, innocenti e decadenti, matematici, scienziati pazzi, sciamani, telepati e maghi da palcoscenico, spie, detective, avventurriere e pistoleri prezzolati. Con la partecipazione straordinaria di Nikola Tesla, Bela Lugosi e Groucho Marx.

Mentre un’era di certezze comincia a crollargli intorno e un imprevedibile futuro ha inizio, la maggior parte di queste persone stanno solo cercando di inseguire le loro vite. A volte ci riescono; altre volte sono le loro vite che inseguono loro.

Nel frattempo l’autore si dedica alle solite cose. I personaggi smettono di fare ciò che stanno facendo per mettersi a cantare quasi sempre delle stupide canzoni. Hanno luogo bizzarre pratiche sessuali. Si parlano lingue oscure, non sempre in senso proprio. Eventi contrari alle aspettative avvengono. Se non è il mondo, è ciò che il mondo potrebbe essere con un paio di piccoli aggiustamenti. Secondo alcuni, questo è uno dei principali scopi della narrativa.

Che il lettore decida, che il lettore stia in guardia. Buona fortuna.

--Thomas Pynchon"

P.S.: La copertina è un falso (a scanso di equivoci).